Duo Kobylinski-Di Bonaventura. Un viaggio chiamato musica

La splendida villa Farsetti di Santa Maria di Sala (VE) ha ospitato due musicisti d’eccezione in occasione del festival Jazz Area Metropolitana, un concerto attraverso tradizioni e avanguardie sonore dal mondo.

Da sinistra a destra: Krzysztof Kobylinski e Daniele di Bonaventura

Un palcoscenico, un pianoforte e un bandoneon. Non serve altro per creare un’atmosfera che sa di magia.

Il pianista polacco Krzysztof Kobylinski apre da solista la seconda serata del festival Jam e subito il viaggio inizia sulle note di Notre Dame, disco contenente i brani della serata. La sala di Villa Farsetti viene ammaliata da ritmi e generi che hanno la capacità di viaggiare nel tempo e nelle tradizioni musicali di svariate culture. Quella polacca in primis, con il suo sapore neoclassico che sa dei grandi maestri della sua gloriosa storia, come Chopin. Ma anche quella dell’etno jazz, variante della world music, sviluppatosi verso la fine degli anni Cinquanta, denominato così per il carattere “non occidentale”. Anche se: “i ritmi che metto in pratica non derivano dalla musica etnica, ma dalla matematica”, afferma il musicista, maestro della composizione poliritmica. Il pianoforte perciò diventa lo strumento più spontaneo, immediato e, secondo Kobylinski, versatile: posso usare il rubato, le sospensioni del ritmo e stabilire un contatto più intimo con il pubblico”.

Il risultato è un perfetto tripudio di contaminazioni musicali eseguite con estrema capacità espressiva, qualità che ha fluidamente, quasi per un processo naturale, proseguito il suo percorso interpretativo assieme al bandoneòn di Daniele di Bonaventura.

Inventato dal tedesco Heinrich Band, dal quale deriva il nome, nel XIX secolo, il bandoneon è un particolare tipo di fisarmonica associato per lo più alla tradizione musicale del tango, di origini argentine.

Daniele di Bonaventura ne è un incredibile interprete, musicista poliedrico e concertista con all’attivo più di novanta incisioni dedicate allo strumento. L’utilizzo della componente elettronica, dona alla performance da camera della serata di Villa Farsetti un valore aggiunto, esaltando le splendide melodie del duo che fanno compiere un viaggio sensoriale, dai cafè parigini alle sale da ballo di Buenos Aires. Un’alternanza emotiva che le rende tanto commoventi e assorte, quanto entusiasmanti di ritmica vitalità.

Di seguito un breve estratto del concerto del 27 agosto 2022 al festival Jam-Jazz area metropolitana.

Fotografie: Margherita Majer. Video: Giovanna Brevali

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